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Modigliani Art Experience, Milano incontra l’arte virtuale

Modigliani Art Experience, Milano incontra l’arte virtuale

Con il supporto scientifico dei conservatori del MUDEC e del Museo del Novecento di Milano, effetti sonori, immagini e suggestioni per Modigliani Art Experience, promossa da 24 Ore Cultura e curata da Francesco Poli. Dal primitivismo, di cui Modigliani colse i tratti distintivi, ai profili lineari, il visitatore percorre un itinerario multimediale attraverso l’impronta stilistica del grande artista.

 

Modigliani al MUDEC

Dopo Frida Kahlo. Oltre il mito (curata da Diego Sileo), Via Tortona 56, cede il passo ad Amedeo Modigliani, celebre sculture e pittore livornese, approdato nella Montmartre dei primi del ‘900.

Ideata da Crossmedia Group, Modigliani Art Experience non si accontenta di avvicinare il visitatore ai celebri ritratti di Modì, piuttosto lo immerge con fervore nell’esistenza dell’artista. Da ospiti ci si ritrova proiettati in un viaggio attraverso la cifra stilistica dell’artista livornese.

Apre la visita la sala scrigno, che affianca tre ritratti di Modigliani ad alcune delle opere di arte primitiva africana, provenienti dalla collezione permanente del MUDEC. È agevole per il visitatore comparare le due espressioni artistiche, delle quali la prima è stata senza dubbio d’ispirazione per l’impronta artistica di Modì; tratti essenziali dell’arte primitiva (il collo eccezionalmente allungato, l’ovale del viso, l’occhio a mandorla) che occorsero all’estro di Modigliani.

Il percorso immersivo prosegue per circa un’ora, passa da una sala all’altra e offre al visitatore uno scorcio sulla Parigi del primo ‘900, punto d’appoggio per Modì e fonte d’ispirazione per le sue opere. Il viaggio è ornato da contributi multimediali, dalle immagini, ai video, agli ausili sonori.

Ultima la visita l’infinity room, sala evocativa della vita bohémien del pittore e del suo percorso stilistico, tra immagini scomposte e giochi di rifrazione.

 

Realtà virtuale e arte

Amsterdam, 2016, Galleria Looiersgracht60, un algoritmo creato da un gruppo di menti informatiche e storici dell’arte dà vita a The Next Rembrandt. L’opera, creata da un software e realizzata da una stampante tridimensionale, rispecchia la cifra stilistica del pittore olandese, morto più di tre secoli fa.

Londra, 2016, Tate Gallery, l’intelligenza artificiale Recognition, creata dal team di Fabrica, analizza immagini di attualità e le compara alle opere d’arte della Tate Gallery, creando una vera e propria galleria virtuale.

L’arte incontra il futuro e lo fa abbandonando il tradizionalismo, adottando l’art experience, percorsi espositivi arricchiti di contenuti virtuali e appassionando il grande pubblico. Le nuove tecnologie si fanno strumento di espressione e affiancano la visita, garantendo un entertainment a 360°.

Dopo l’esperienza totalizzante di Klimt Experience, ospitata dal MUDEC dal 26 luglio 2017 al 7 gennaio 2018, il Museo delle Culture di Milano ripropone un percorso sensoriale unico che immerge il visitatore in un’esperienza multimediale assoluta.

 

Valentina Andrea Sala

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